Giunta alla 99esima edizione la 1000 Miglia 2026 si è svolta lungo un tracciato a otto come le prime edizioni di velocità. La carovana delle 435 auto verificate ed ammesse ha visto come da tradizione partire per prime le O.M. 665 costruite dal 1927 al 1930, a seguire una Bentley 3 litri del 1923 e poi tutte le altre fino al 1957, per un totale di 68 marchi differenti.
Come consuetudine protagoniste sono state le auto, ammirate, acclamate e fotografate lungo tutto il percorso da migliaia di appassionati accorsi appositamente o semplici turisti che si sono trovati nel bel mezzo dello spettacolo del museo viaggiante unico al mondo.
Il livello di internazionalità raggiunto lo si evince principalmente dalla provenienza degli equipaggi che si contendono ogni anno la partecipazione, provenienti da ben 33 nazionalità tra loro oltre ai 250 italiani e 166 olandesi, ce n’erano 93 dagli USA, 15 dall’Argentina, 9 dal Giappone, 8 dall’Australia, 4 dal Brasile, 4 dal Messico, da Nuova Zelanda, Uruguay, Taywan oltre dalle principali nazioni europee.
A selezionare le auto partecipanti è il comitato organizzatore tra quelle tassativamente iscritte al Registro 1000 Miglia ed in regola con il pagamento della quota annuale, fra tre categorie.
La priorità di partecipazione è riservata a quelle registrate nella categoria ‘Participant’, cioè quel singolo esemplare, identificato dal numero di telaio o di targa, che ha preso parte ad almeno una delle ventiquattro edizioni di velocità dal 1927 al 1957, riconoscibili in gara dalle altre per un numero bianco disegnato a grandi caratteri su porte e cofani, era l’orario di partenza nell’edizione storica, quest’anno ce n’erano circa 80.
Della categoria ‘Guest list’, cioè un modello di Vettura che non ha mai partecipato alla 1000 Miglia Storica di velocità ma appartenente ad una delle categorie di veicoli allora iscrivibili, ce n’erano poco meno di 20.
Mentre tutte le altre, più di 300, erano quelle della categoria ‘Eligible’, cioè le vetture i cui modelli hanno preso parte ad almeno una delle ventiquattro edizioni di velocità.
Il podio 2026 ha visto trionfare la nera Alfa Romeo 6C 1750 GS Spider Zagato del 1931 dei fratelli argentini Juan e Margarita Tonconogy, una delle ‘Participant’ con numero 151 bianco sul cofano, aveva corso nelle edizioni del 1931 e 1932. Juan Tonconogy ha così siglato il suo nome sull’Albo d’Oro per la 4 volta, già vincitore nel 2013, 2015 e 2018.
Seconda l’Alfa Romeo 6C 1750 SS Spider Zagato del 1929 di colore rosso dei favoriti bresciani Vesco Andrea e Salvinelli Fabio, vincitori delle ultime 6 edizioni, secondi dopo un serrato testa a testa con gli argentini.
Terza l’O.M. 665 MM Superba del 1929 di Lorenzo e Mario Turelli, anche loro bresciani, alla guida il figlio navigato dal papà dall’età di ben 83 anni.
Coppa delle dame anche in questa edizione a Silvia Marini, affiancata da Francesca Ruggeri su Cisitalia 202 S MM Spider del 1947, vettura ‘Participant’ aveva su cofani e porte il numero 1001, orario di partenza dell’edizione del 1948.
Il campanilismo bresciano non ha ceduto completamente all’internazionalità dell’evento e nella fase iniziale il percorso è transitato nella Val Trompia per omaggiare i 500 anni della Beretta per poi dirigersi in territorio Veneto passando per Vicenza prima della chiusura di tappa in Prato della Valle a Padova dove è trascorsa la prima notte.
Partenza in direzione Ferrara che ha visto il primo dei due passaggi nel centro storico essendo punto di incrocio del percorso, poi sosta pranzo a Modena e salita sul Passo dell’Abetone prima del secondo fine tappa a Montecatini Terme.
Sveglia di buon ora per affrontare la lunga discesa verso Roma passando per Lucca dove si è svolta una sessione di prove sulle mura, prima del saluto alla Torre di Pisa, senza passare da Piazza dei Miracoli, prima della sosta pranzo come tradizione a Piazza del Campo a Siena.
Val d’Orcia, borgo di Radicofani e prove sul lago di Bolsena prima della suggestiva passerella in Via Veneto a Roma con gli onori delle autorità e terminando la tappa serale a Villa Borghese.
Dal Parco de’ Medici il giro di boa a Roma ha visto l’inizio della quarta tappa, passando per Terni, Foligno, Assisi col transito sul sagrato della Basilica Papale di Santa Maria degli Angeli in Porziuncola, poi Gubbio e San Marino col fine tappa in Piazza Malatesta a Rimini.
L’ultima tappa a chiudere i quasi 2000 km di percorso totale dopo esser transitata nuovamente nella città estense e poi a Mantova con la sosta pranzo, prima dell’arrivo finale a Brescia, le auto del museo viaggiante più famoso al mondo, ‘la corsa più bella del mondo’, sono passati per un rettilineo lungo circa 7 chilometri sulla SS236, dove in località Cavriana, circa 9 km dopo Goito e qualche chilometro prima del centro di Guidizzolo, si trova il luogo più importante della 1000 Miglia, il luogo che ne decretò la fine, il luogo dove il 12 Maggio 1957 alla velocità di 250 chilometri orari avvenne l’incidente della Ferrari 335 S numero 531 condotta dal pilota spagnolo Alfonso de Portago e dal copilota statunitense Edmund Gurner Nelson, morti sul colpo con altri 9 spettatori tra cui 5 bambini e molti altri feriti.
Qui è stato eretto il monumento ai caduti della Mille Miglia e ci aspettavamo di trovare le migliaia di persone e fotografi come nei centri storici, invece solo qualche decina di persone.
Insieme al transito delle prime auto è giunta, con molto anticipo, anche la verde Hwm Jaguar S 3400 numero 369 degli svizzeri Daniel e Liza-Ann Schlatter che, incuranti di fermare la carovana di auto che li seguiva, hanno bloccato l’auto sulla carreggiata, ingranato la retromarcia e parcheggiato nell’unica stradina di fronte al monumento, sono poi giunti 2 furgoni della loro assistenza ed insieme ai meccanici hanno fatto pic-nic, per un’oretta, al cospetto del monumento: il loro modo di omaggiare il luogo.
Emozionante anche il gesto di affetto del pilota dell’equipaggio numero 89 Risato Kevin e Cima Laura, hanno accostato la loro Singer Le Mans 1500 vicino all’auto degli svizzeri, il pilota è sceso ed è andato a toccare le lapidi sul monumento: un grande segno di rispetto e unione profonda.
Anche l’equipaggio della mitica Fiat 600 Multipla ‘Mister Croccantino’ di Giuseppe Zioni, iconica presenza fissa alla 1000 Miglia da ben 37 anni, ha colto l’occasione di fermarsi e rendere omaggio ai caduti.
Raramente questo tratto viene inserito nel percorso della 1000 Miglia, ogni anno differente, quindi un’occasione imperdibile che hanno colto in pochissimi.
Ci chiediamo il motivo per cui l’organizzazione non abbia dato il dovuto rilievo ad un luogo così carico di significato.
E mentre alcuni parenti delle vittime dell’incidente del 1957, che vivono ancora in quelle cascine, ci raccontavano le loro verità sull’incidente, in quel frangente siamo stati colti da un forte rombo proveniente dal rettilineo, precedute da una moto della Polizia a sirene spiegate sono sopraggiunte a folle velocità sulla corsia di sorpasso, passando sotto l’autovelox, due Ferrari, davanti la 121 LM Spider Scaglietti numero 133 dell’equipaggio americano Houghtaling John e Pineda Richard, proprio quella di Piero Taruffi nell’edizione del 1955 ed eccezionalmente guidata poco ore prima sulla passerella di via Veneto a Roma dalla figlia Prisca Taruffi, seguita dalla Ferrari 750 Monza Spider Scaglietti del 1955 numero 134 dell’equipaggio francese Bocuse Jerome e Gaudel Arnaud.
Una condotta riprorevole che accostata agli incidenti accaduti, come quello della Talbot Lago numero 321 finita a ruote all’aria nell’acqua di un fosso prima di Mantova con l’equipaggio tratto in salvo dagli spettatori, l’anteguerra finita contro un’auto su un tornante, i motociclisti della Polizia di scorta sbalzati a terra, oltre ai comportamenti spericolati di qualche concorrente supponendo di essere esonerato dal rispetto del codice della strada perché partecipante alla manifestazione, dovrebbe far riflettere gli organizzatori a prendere seri provvedimenti e a porre maggior vigilanza affinché non si ripeta un’altra tragedia come quella di Guidizzolo! Per il bene della 1000 Miglia e di chi la ama!
Rombi d’epoca 06/2026




































