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10 Novembre 2016

LA FRECCIA ROSSA … SFRECCIA COL ROSSO

Forse non tutti sanno che ‘la gara più bella del mondo’, così appellata da Enzo Ferrari, fino al 1957 era una vera e propria corsa di velocità che si disputava su strada aperta alla normale circolazione, da Brescia a Roma e ritorno. Vinceva chi impiegava il minor tempo a compiere l’intero percorso, una corsa contro il tempo con bolidi che sfrecciavano su strade sterrate superando i 200 km/h attraversando paesi, borghi  e città di mezza Italia, senza alcuna sicurezza.
Ancora oggi si parla della vittoria di Stirling Moss navigato dal giornalista britannico Denis Jenkinson che nel 1955 portò la Mercedes SLR ufficiale con il numero 722 a percorrere i 1.600 km. di gara in 10 ore, 7 minuti e 48 secondi alla media, rimasta imbattuta, di 157,65 km/h. Se pensiamo di percorrere lo stesso tragitto oggi, anche usando la veloce autostrada, difficilmente riusciremo a fare di meglio. In un’intervista i due piloti dichiararono di aver attraversato il centro di Firenze, in parte su strade con i pericolosi binari del tram, ad una velocità di quasi 130 km/h. e sui lunghi rettilinei della pianura lombarda, raggiungendo velocità folli il navigatore si sfregava le mani dalla soddisfazione, inconsapevole del pericolo.
Tali velocità nelle corse su strade con assiepate ali di folla ai bordi era divenuto però troppo pericoloso ed alcuni gravi incidenti mortali accaduti facero riflettere sulla pericolosità di queste corse, qualcuno ne chiedeva l’abolizione anche in Europa dopo il fermo dato alla Carrera Panamericana in Messico.
La Mille Miglia però era troppo popolare, godeva del prestigio internazionale e dell’interesse delle grandi case automobilistiche, non si poteva fermare.
Fino al 12 Maggio 1957 quando a decretarne la fine fu lo scoppio di uno pneumatico, quello della Ferrari 335 numero 531 condotta dal pilota spagnolo Alfonso de Portago e dal copilota statunitense Edmund Gurner Nelson.
In località Cavriana sulla SS236 Goitese tra Cerlongo e Guidizzolo, lungo un rettilineo di strada a fondo sterrato dove le auto raggiungevano anche la velocità di 250 km/h, lo scoppio del pneumatico fece perdere il controllo e uscire di strada la Ferrari di Deportago travolgendo il pubblico e finendo nel fossato adiacente. Un tragedia nella quale morirono sul colpo l’equipaggio e 10 spettatori tra cui 5 bambini.
Sul luogo dell’incidente è stato eretto un monumento alla memoria al quale dovrebbero rendere omaggio i partecipanti di oggi prima dell’inizio della manifestazione, soprattutto gli stranieri.
Quello che successe allora, evidentemente, non è servito da esempio guardando e seguendo lo svolgimento delle attuali ultime rievocazioni, una parata di vetture storiche, un museo viaggiante in una gara di regolarità dove la competizione si svolge su brevi tratti di prove cronometrate a tempo imposto dove l’abilità sta nel portare le ruote anteriori dell’auto a schiacciare dei tubi, chiamati pressostati, dislocati a distanze variabili di 50 mt., 100, o qualche chilometro, al centesimo di secondo del tempo imposto basato su velocità medie bassissime, sotto i 50 km/h.
Quindi una gara di precisione e non di velocità, ma che lo diventa, purtroppo fuori dai tratti di prove cronometrate, per i controlli orari troppo ‘tirati’, o semplicemente perché i partecipanti si sentono talmente protagonisti da dimenticare che devono rispettare il codice della strada, segnaletica e semafori compresi. Basta guardare gli incidenti accaduti, per fortuna con danni solo alle auto, in alcuni casi completamente distrutte, come nel 2014 la Mercedes 300 SL ‘Ali di gabbiano’ dal valore che supera il milione di euro, con un’altra ‘Gullwing’ ed una non facente parte della carovana finita anch’essa distrutta in un campo.
Nell’ultima edizione del 2016 l’Austin Healey dell’esercito è finita a ruote all’aria in un campo sfiorando la tragedia per miracolo vedendo le immagini.
Purtroppo, in particolare gli stranieri, pensano che partecipare alla Mille Miglia significa correre per le strade d’italia infischiandosene delle regole stradali, insistendo nel voler passare col rosso nonostante l’alt imposto dai vigili presenti. come accaduto ad un semaforo di Ferrara.

E poi perchè continuare a togliere la scena alla vera manifestazione anticipando i ‘Tribute’ Ferrari e Mercedes con 160 supercar moderne perlopiù con targhe straniere di paradisi fiscali a sfoggiare ricchezza in un’italia che fatica a tirare la fine del mese, sfrecciando a 200 all’ora, accelerando al fuorigiri nei centri storici gasando il pubblico a tal punto che all’arrivo delle storiche lo spettacolo pare essere terminato. Così gli spettatori assistono per ore il passaggio di auto moderne e dopo aver visto le prime storiche se ne vanno e già intorno ai numeri 200 dietro alle transenne il vuoto.

Non ce l’abbiamo con il ‘Tribute’, ma se proprio dev’esserci, che sia messo in coda alla manifestazione. Sicuramente il pubblico più giovane non potrà più dire, al transito delle prime anteguerra:”Nonno andiamo, cosa sono ste macchine vecchie? A me piacciono i rombi delle Ferrari”.

La Mille Miglia è una festa, una cultura e tradizione italiana, ora purtroppo sempre più straniera, una lunga carovana di auto che hanno fatto la storia, un ricordo dei bei tempi che furono. Fino a qualche anno fa si vedevano i bambini sventolare le bandierine sulle cancellate delle scuole, nelle piazze e lungo tutto il tragitto, arzilli giovanotti con le lacrime agli occhi ricordando quand’erano loro quei bimbi. Ora le bandierine sono quasi sparite, nessun gadget, nessuna locandina appesa e nessuna informazione dalla stampa locale. In alcuni centri storici, a Loreto, Radicofani, i negozianti si lamentano per la mancanza di informazione e di coinvolgimento: “…del passaggio ci restano solo le macchie d’olio a terra”.

La Freccia Rossa rimane comunque un’evento atteso con trepidazione e vissuto ancora da molti. Affinché, però, non si ripeta un’altra ‘Guidizzolo’, qualcuno dovrebbe prendere seri provvedimenti e risolvere il problema della mancanza del rispetto del regolamento da parte dei concorrenti e di conseguenza delle support car al seguito. In alcune blasonate gare, all’estero, per esempio al Monte-Carlo Historique, gli stessi organizzatori in accordo con le forze dell’ordine effettuano controlli ‘Radar’ della velocità e se l’equipaggio viene multato per qualche infrazione commessa, per l’uso del telefono senza auricolare, per il passaggio col rosso, superamento dei limiti, ecc., viene penalizzato perfino con l’esclusione dalla gara.

Dai milionari bilanci dell’organizzazione i fondi non mancano, basterebbe destinare qualche soldo in più alla sicurezza, alla vigilanza ed alla comunicazione.

Siamo ansiosi, come solito, di vivere nuove emozioni alla prossima edizione, in programma dal 18 al 21 Maggio 2017, vedremo quali sorprese e novità ci riserveranno gli organizzatori a festeggiare i novant’anni dalla prima edizione.

Rombi d’epoca 10.11.2016

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