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10 Febbraio 2016

NEBBIA FATALE AL RALLY DEL PRINCIPATO

http://acm.mc/rallye-monte-carlo-historique/archives-du-rallye/edition-2016/

Il rallye di Monte-Carlo Historique è una gara molto impegnativa ed imprevedibile, una lunga maratona che inizia con la tappa di avvicinamento di tre giorni e oltre duemila chilometri per gli equipaggi partiti dalla capitale della Norvegia, Oslo e dalla più grande città della Scozia, Glasgow, invece, circa ventiquattrore per chi ha scelto come partenza la più vicina, si fa per dire, Bad Homburg in Germania, Barcellona in Spagna e Reims in Francia.

La maggior parte degli italiani sono partiti da Barcellona nella prima serata di sabato 30 Gennaio percorrendo oltre mille e cento chilometri prima di arrivare al primo c.o. del Principato di Monaco all’indomani più o meno alla stessa ora guidando ininterrottamente notte e giorno, non prima di aver disputato la prima zona di regolarità e montato sull’auto il rilevatore di posizione GPS.

Un doveroso riposo nei lussuosi cinque stelle di Monaco prima di iniziare la tappa di classificazione il giorno seguente. Sveglia di buon ora in direzione Alpi francesi chiudendo la giornata in serata a Valence nel dipartimento Drome regione Rodano-Alpi, cinquecento chilometri, più di dieci ore di guida e 4 zone di regolarità  tra cui il temibile Col de l’Echarasson, solitamente innevato e ghiacciato ma quest’anno, purtroppo, completamente privo di neve e con asfalto pulito, solo leggermente bagnato a tratti da una timida pioggerella.

L’arrivo sul ‘Champ de Mars’ con la consueta calorosa accoglienza di fans, di pubblico, di meccanici ed assistenti al seguito, hanno animato l’ultimo c.o. della giornata. Evidente la stanchezza sui volti dei piloti, pur sorridenti con le prime 10 posizioni di classifica separate da solo 30 punti. In testa la Porsche 911 2.2 s di Travagliati/Alsina, terzo Zanchi/Agnese vincitore lo scorso anno, 6° Mozzi/Biacca e 7° Daniel Elena pluricampione WRC navigatore di Loeb. La tappa ha avuto anche i primi significativi ritiri, a partire dai nomi illustri come Jean Ragnotti con la Renault 5 Turbo con la quale vinse nel 1981, forti dolori alla schiena causati dal lungo avvicinamento sono stati fatali all’arzillo pilota. Guai meccanici per il belga Lareppe vincitore di più edizioni e all’auto più datata, il ‘London cab’ del 1961.

La tappa comune di lunedì ha calcato le mitiche prove speciali del Col de la Fayolle, Antraigues sur Volane, Burzet, Lachamp Raphael, Saint Agrève, St. Bonnet le Froid e Lamastre con il consueto arrivo in serata in centro a Valence con gli italiani Mozzi/Biacca su Lancia Fulvia 1600 HF in testa alla gara (vincitori della 1000 Miglia 2011 e 2014) e con buone possibilità di agguantare la vittoria finale.

Martedì 2 all’alba la carovana è ripartita in direzione sud verso Monte-Carlo con un cielo sereno e privo di nubi affrontando altre dieci ore di guida e tre zone di regolarità. Alla fine della tappa comune saldamente in vetta alla classifica la Lancia Fulvia 1600 HF di Mozzi/Biacca pronti ad affrontare l’ultima tappa, quella finale, con la vittoria sempre più vicina, da tenere a bada la Ford Escort RS2000 Mk2 dei francesi Hassler/Blondeau secondi a soli 26 punti di distacco.

Solo due prove, le più lunghe, circa 180 km. da disputare nella notte, la prima da 53 km. scollinando il mitico ‘Turini’ e l’ultima da 47. Assenza di neve, ghiaccio e pioggia, non dev’essere difficile qualcuno ha pensato… Infatti nulla di invariato nelle prime due posizioni di classifica dopo la prima con sempre 26 punti di scarto fra i due. Il colpo di scena è arrivato invece nella seconda e ultima dove una fitta nebbia presente a banchi e, pare anche una scelta di gomme sbagliata, ha rivoluzionato la classifica portando i coniugi italiani Mozzi/Biacca al 158esimo piazzamento nella prova facendo sfumare tutti i sogni dell’esperto equipaggio retrocedendolo al 92° posto nella classifica generale finale. Grande delusione per aver mancato di poco la vittoria, ed il dispiacere di non aver avuto ancora un equipaggio italiano vincitore.

Comunque gli italiani sono stati la squadra migliore conquistando la coppa delle Scuderie con la Scuderia Milano Autostoriche.

Balzati in testa alla classifica e quindi vincitori con l’ingresso nell’albo d’oro Daniele Perfetti e Ronnie Kessel su Alpine A110 1600, mentre Hassler/Blondeau hanno mantenuto la seconda posizione. L’equipaggio composto da Steffi Edelhoff e Bridget Binder su Ford Escort RS2000 Mk1 ha bissato la vittoria riportando la ‘Coupe des Dames’ in Germania, 62esime in classifica generale.

Il ‘Monte’ storico proprio perchè gara di regolarità e non rally puro vede la partecipazione di oltre trecento auto, alcune in livrea d’epoca e assetto corsa, con palmarès sportivo avendo partecipato ad una edizione ‘vera’, altre in versione stradale, senza roll-bar e preparazioni estreme. Essendo una lunga ‘passeggiata’ di oltre tremila chilometri per concludere la gara l’ideale è parteciparvi con una vettura affidabile sulla distanza, penalizzando le prestazioni, a favore della robustezza e durata, qui non servono cavalli e potenza. Tant’è che anche vetture come la piccola ‘Vespa 400’ hanno concluso l’intero percorso, 256° e terzultimo posto in classifica davanti a Porsche 924 e Rover 2000.

La partecipazione al Rallye di Montecarlo non è solo per chi punta al gradino più alto della classifica preparandosi mesi prima studiando e facendo ricognizioni sull’intero percorso, chi solo per vivere lo spirito e lo scenario dei rally d’una volta. E’ pur sempre una competizione, ma non serve una grande preparazione, se non grandi dosi di caffè ed energizzanti per affrontare le tante ore alla guida di auto senza le tecnologie moderne come servosterzo o servofreno, anche senza riscaldamento, cambio non sincronizzato, abitacoli angusti con profumi di benzina, olio bruciato e gas di scarico.

L’insidia e l’incognita maggiore sono le condizioni meteo presenti durante la gara e nei mesi precedenti, a condizionare il rally è il fondo stradale e di conseguenza la scelta delle gomme più idonee al tipo di fondo, senza chiodi, con chiodatura leggera o massiccia, impreviste bufere di neve o sole splendente. Tutte variabili non prevedibili che influiscono sul transito in anticipo o ritardo ai controlli orari o nel rimanere il più possibile nella media in prova cronometrata.

Il regolamento prevede punti di penalità per ogni infrazione, ritardo, anticipo, prova saltata, superamento dei limiti di velocità nei trasferimenti, multe riscontrate dalla Gendarmeria, sempre presente a controllare il rispetto del codice della strada, ecc.

Qualunque cosa accada fondamentale è concludere l’intero percorso, giungere sul ‘Podium darse sud’ al porto di Monte-Carlo e consegnare la tabella di marcia all’ultimo c.o.

L’ultimo piacere la partecipazione alla serata di gala presso la Salle des Etoiles allo Sporting club per celebrare le premiazioni, rigorosamente in abito da sera, cena fra brindisi di Champagne ed intrattenimenti di giocolieri.

La totale assenza di neve e ghiaccio su tutto il percorso hanno reso meno complicata e più semplice la guida offrendo molte più chance agli equipaggi che puntavano alla classifica ma meno divertimento e fascino per tutti.

Se confrontiamo i 1.533 punti di penalità totali ottenuti dai vincitori di quest’anno con i 4.404 dell’anno scorso, in condizioni di neve e ghiaccio, possiamo ben capire quanto siano importanti le condizioni meteorologiche al fine della classifica.

Una notte indimenticabile anche per i nostri portacolori Alberto Galvagni e Dario Bernini in gara con la Porsche 911 3.0 SC n. 223, un pò sproporzionata con le ruote strette per montare pneumatici invernali, all’interno dei larghi parafanghi nell’allestimento gruppo 4, comunque molto fotografata ed ammirata dal pubblico. Complimenti Alberto, soprattutto per non aver perso la calma quando sul col de Turini la frizione vi ha abbandonato, da vero rallysta non hai mollato e non hai perso di vista l’obbiettivo finale, percorrendo circa settanta chilometri ‘senza frizione’ sei riuscito a portare il ‘mezzo’ all’arrivo timbrando regolarmente alle 3 e 13 l’ultimo controllo orario! Così si fa! Bravo!

Rombi d’epoca 10.02.2016

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